Civita di Bagnoregio, città etrusca, oggi con appena una decina di residenti, casa medievale

Civita di Bagnoregio, città etrusca, oggi con appena una decina di residenti, casa medievale

Civita di Bagnoregio, la città che non muore, anche città etrusca, oggi con appena una decina di residenti, è anche la città della casa infinita, della casa medievale e del non rudere. Una delle pochissime città dove ci si reca rigorosamente a piedi. Un’isola che emerge fra altre isole fatte di calanchi. Città splendida!

 

Civita di Bagnoregio, città etrusca, piazza san Donato

Civita di Bagnoregio, città etrusca, piazza san Donato

Scheda

I tufi, le ceneri e i lapilli eruttati per millenni dai vulcani Volsini, sovrapponendosi alle argille plioceniche lasciate dalle acque marine, hanno profondamente condizionato la storia di Civita di Bagnoregio, costruita sulla roccia e dalla roccia stessa consumata, vittima dell’erosione e delle frane, su cui la fervida immaginazione di Bonaventura Tecchi costruì “la fiaba del paese che muore, del paese che sta attaccato alla vita in mezzo a un coro lunare di calanchi silenziosi e splendenti…”; ma anche “…un’isola nell’aria, arditamente librata al sommo di un cono tronco, sull’immane baratro”, secondo Filippo Paparozzi, poeta bagnorese.

DSCF1685_1L’origine dell’abitato, che nel nome di “Civita” (la città) conserva memoria di un antico passato, affonda le proprie radici alla fine dell’età del bronzo (XII-X secolo aC), quando una piccola comunità si insediò sull’ultimo lembo della rupe di Bagnoregio, attraversò l’età del ferro (IX-VIII secolo aC) e si espanse in epoca etrusca sul resto del pianoro, dove nel Medioevo avrebbe avuto vita l’abitato di Rota (l’attuale Bagnoregio). All’Alto Medioevo sembrano risalire le fondazioni sia della cattedrale, trasformata nell’XI secolo, sia della chiesa di san Pietro, andata completamente distrutta nel terribile terremoto del 1695.
Nel corso del XIV secolo troviamo Civita in possesso dei Monaldeschi della Cervara, che l’avevano difesa contro l’assalto dei Ghibellini; subisce notevoli danni verso la fine del Quattrocento, quando viene bombardata dalle truppe di Carlo VIII. Nel corso del Cinquecento, mentre in piazza san Donato si ampliano la cattedrale e il palazzo comunale e si avvia la costruzione di palazzo Alemanni, il fenomeno delle frane ai margini della rupe si fa sempre più grave e si moltiplicano le notizie dei lavori per il consolidamento della strada che univa Bagnoregio a Civita. A partire dal XVIII secolo il processo di erosione accelera, le argille cedono e si scava un enorme solco fra Bagnoregio e Civita.

(scheda tratta dalla targa comunale)

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