Deposizione di Luca Signorelli
pinacoteca civica di Umbertide

img_6208Opera del 1516 commissionata dalla Confraternita di Santa Croce, incastonata in una cornice seicentesca. Opera narrante gli episodi della passione, con il Golgota, la Deposizione (centrale) e il Trasporto di Cristo.
I pannelli della predella traggono spunto  dalla leggenda della vera croce di Jacopo da Varagine, già dipinta ad esempio da Piero della Francesca a Arezzo.

scheda museale

Commissionata dalla Confraternita di santa Croce al cortonese Luca Signorelli forse ancora entro il 1515, la tavola viene terminata nel 1516, data che compare in basso a destra sulla cornice originale, inglobata successivamente nel grande complesso ligneo intagliato nel 1611-12. Realizzata in un lasso di tempo molto breve, mostra come il pittore fosse ormai a capo di una organizzata bottega che collaborava alle numerose commesse assegnate al maestro.fullsizeoutput_307c
Il tema principale della tavola, la Deposizione dalla croce, è qui inserito dall’artista in un contesto più ampio, quasi un piccolo ciclo che illustra i momenti salienti della passione diCristo. È probabile che tale scelta sia da riferire alla volontà della Confraternita, in seno alla quale il tema della passione era particolarmente sentito e fatto oggetto, a esempio in occasione delle festività pasquali, di vere rappresentazioni teatrali i cui testi sono stati parzialmente tramandati. La lettura del dipinto pufullsizeoutput_307dò iniziare in alto a sinistra, dove le tre croci piantate sul Golgota segnano il momento della Crocifissione.
Si passa poi alla scena centrale, la Deposizione, cui assistono il gruppo delle Marie, a sinistra, la Vergine già svenuta a tera, e la Maddalena, ai piedi della croce, colta nel tenero e disperato gesto di raccogliere con la mano il sangue di Cristo. Il gruppo si chiude a destra con la figura di san Giovanni, al di sopra del quale si scorge l’ultimo momento del ciclo, con il trasporto del corpo verso il sepolcro, durante il quale il Cristo, irrigidito dalla morte, viene compianto dai suoi cari.
I tre pannelli della predella, data l’intitolazione della Confraternita alla santa Croce, sono dedicati alla leggenda del Ritrovamento della verra Croce di Cristo, nella versione proposta da un testo molto diffuso nel Medioevo, la Legenda Aurea di Jacopo da Varagine.fullsizeoutput_307e
Il primo episodio (curiosamente il pittore lo inserisce nella tavoletta centrale, sulla metà di destra) risale ai tempi del re Salomone, quando la regina di Saba, sua ospite, per ispirazione divina si inginocchia a adorare un tronco di legno che fungeva da ponte presso un corso d’acqua. Quello stesso tronco, molto tempo dopo, sarà utilizzato per costruire la croce di Cristo find here. La narrazione, a partire ora dalla prima tavoletta di sinistra, prosegue con le vicende legate all’imperatore romano Costantino (IV secolo dopo Cristo) che, come gli era stato suggerito in sogno, mette in fuga le armate di Massenzio grazie all’esposizione di una croce d’oro.
Una volta “convertito”, è sua madre Elena a adoperarsi nella ricerca della vera croce (tavoletta centrale). Ritrovata sul Golgota, quella di Cristo viene riconosciuta rispetto alle altre due perché, appena avvicinata a un ragazzo morto, miracolosamente resuscita. Il racconto si chiuse con un fatto avvenuto molto più tardi, nel VII secolo. Il re persiano Cosroe, conquistata Gerusalemme, si appropriò della croce, che viene recuperata dall’imperatore Eraclio. Nella tavoletta di destra è raffigurato infatti l’ingresso trionfale della croce in Gerusalemme, portata dallo stesso Eraclio. L’accesso alla città viene però impedito da un angelo che invita l’imperatore a togliersi le vesti e i calzai e entrare in un tempio esponendo la sacra reliquia.img_6215