Perugia, Museo del Capitolo della Cattedrale di San Lorenzo, Luca Signorelli, Pala di Sant’Onofrio, tempera e olio su tavola cm 221×189, 1484

 

Perugia, Museo del Capitolo della Cattedrale di San Lorenzo, Pala di Sant'Onofrio, tempera e olio su tavola cm221x189 di Luca Signorelli, 1484

Perugia, Museo del Capitolo della Cattedrale di San Lorenzo, Pala di Sant’Onofrio, tempera e olio su tavola cm221x189 di Luca Signorelli, 1484

Qui (a Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria), ancora in prestito, perché il sito originario è a pochi metri dai priori, Pala Vagnucci o Pala di Sant’Onofrio, di Signorelli del 483-84, opera che ho rivisitato, in seguito, appunto, al museo del Capitolo. È presente un cubitale commento tratto dai noti storici, e qui cito, “colori abbronzati”. Madonna e bambino, lettori, Giovanni Battista, Onofrio, Lorenzo, e il vescovo Vagnucci, Ercolano e l’angelo “sonatore di lioto”, che ci accoglie per la lettura. Onofrio l’anacoreta vestito di sole foglie, Onofrio cui faceva visita l’angelo, che viveva nel deserto e fra i palmiti, Onofrio è: “chi è sempre felice”, se il nome significasse qualcosa. La corda e il filo, soprattutto il filo: la palma, le foglie, la barba, il legno, il libro, il foglio, la stola, lo scialle, il manto, il cartiglio, una specie di invito alla lettura verso la perfezione del dispositivo gioioso.

Chi è il lettore qui? Gesù o la Madonna? La Pala di sant’Onofrio, vale accoglierla, per quanto rimaneggiata, e per quanto risulti opera che il Signorelli affronta con qualche citazione, resta fra le sue più belle e decisive opere, e anche fra le migliori del 400, non concordiamo dunque con quanto afferma Paolucci ritenendo che l’apice di questo autore avvenga con il Pan di Berlino che andò distrutto durante la guerra, sicuramente opera erotista e di maniera. È un olio e tempera su tavola, credo che Luca Signorelli non sia potuto andare oltre questa straordinaria scenografia della messa, dedicata alla lettura e alla conversazione, ma anche alla musica e all’architettura.

(cit. Il miracolo del Quattrocento)

 

Perugia, Museo del Capitolo della Cattedrale di San Lorenzo, gonfalone processionale, di Benedetto Bonfigli: Madonna con Bambino, san Fiorenzo, san Sebastiano, il beato Filippo Benizi e il beato Pellegrino Laziosi, Episodi della vita del beato Filippo Benizi e del beato Pellegrino Laziosi, tela, cm 183x310, 1476

Perugia, Museo del Capitolo della Cattedrale di San Lorenzo, gonfalone processionale, di Benedetto Bonfigli: Madonna con Bambino, san Fiorenzo, san Sebastiano, il beato Filippo Benizi e il beato Pellegrino Laziosi, Episodi della vita del beato Filippo Benizi e del beato Pellegrino Laziosi, tela, cm 183×310, 1476

Al museo del Capitolo di San Lorenzo, Perugia. Una signora del personale si arrabbia a causa di uno scatto fotografico non autorizzato. Ho rimediato autografando poi la richiesta. Sono due le opere importanti: la prima, il Gonfalone di San Fiorenzo, del 1476, di Benedetto Bonfigli. Ecco la peste, occasione straordinaria di opere votive. La pestilenza del rione Sant’Angelo di Perugia, proprio a un passo da qui. È proprio incredibile, ma si tratta di una tela! Forse non ritoccata più di tanto. Al centro un grande cartiglio che riporta il lungo testo di carattere votivo.

Ma ecco che, nella saletta adiacente, incontro di nuovo la Pala di Sant’Onofrio, 1483-84, tempera e olio su tavola, cm 189×221. Nulla di fiammingo in quest’opera, una sacra lettura più che una sacra conversazione. Madonna, bambino e i santi Onofrio, Giovanni, Lorenzo e Ercolano. Ai piedi del trono, al centro, l’angelo “sonatore di lioto” protagonista, intento nell’accordatura del suo strumento, con la sua pancetta in bella mostra. È lui che decide chi accogliere, al cospetto di tanta magnificenza. Ma ciascuno qui è protagonista, anche i fiori nel bicchiere trasparente, i fiori delle architetture e le foglie che vestono Onofrio, bellissimo e vecchissimo. Questa volta, le predelle con le storie bibliche le troviamo nelle tuniche dei santi. Dispositivo perfetto, celebrazione perfetta, dedicata alla lettura e alla scrittura. Senza dubbio una delle più belle tavole del 400. Viva Luca Signorelli.

(cit., Il miracolo del Quattrocento)