San Giuliano Milanese, Abbazia di Viboldone, 2a-12

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San Giuliano Milanese, Abbazia di Viboldone, 2a-122014-10-10T12:29:58+00:00

Project Description

San Giuliano Milanese, Abbazia di Viboldone, XII secolo

San Giuliano Milanese, Abbazia di Viboldone, fondata nel XIII secolo da una comunità di Umiliati. La chiesa è l’unica testimonianza rimasta dell’antico complesso. Le due campate orientali furono iniziate nel 1176, i lavori continuarono durante il secolo successivo e vennero conclusi nella prima metà del XIV secolo, con la facciata del campanile.

Nella facciata, a capanna, si fondono elementi del romanico e del gotico lombardo. Si presenta tripartita da lesene e decorata da bifore a cielo aperto e monofore.Il portale e il grande ovulo sono marmorei e creano un suggestivo accostamento di colore di pietra e laterizio.
Sulla lunetta del portale e nelle edicole laterali si trovano statue del campionesse Maestro di Viboldone. Il campanile, a cuspide conica, è decorato da monofore murate (in basso) e da bifore e trifore all’altezza della cella campanaria. L’interno è a tre navate coperte da colte a crociera. Diversi sono gli affreschi conservati nella chiesa. In particolare meritano di essere ricordati: nella prima navata di sinistra, quelli di Giusta de’ Menabuoi (Madonna in trono e santi e storie di Isacco e Giacobbe) che ha dipinto anche il Giudizio Universale nell’ultima campata.
Sempre nell’ultima campata si trova una Madonna in trono con santi, datata 1349, realizzata da un maestro fiorentino vicino a Giotto; trecenteschi sono anche gli affreschi della seconda campata della navata destra.
Nella prima campata di destra è un affresco staccato, datato 1395, raffigurante la Madonna con bambino, i santi e un offerente, che è stato attribuito a Michelino da Besozzo.
(cit. targa in situ)

 

Gli affreschi

1. Particolare degli affreschi con le storie della Passione.

2. Particolare degli affreschi dell’intradosso, di autore presumibilmente toscano, del 300, che raffigura una delle vergini sagge.

3. Particolare degli affreschi del Giudizio Universale di Giusto de’ Menabuoi.

4. Particolare degli affreschi di Giusto de’ Menabuoi con sant’Agostino in cattedra. Ultima campata della navata maggiore. 

5. Particolare degli affreschi con la volta della quarta campata con episodi dell’Infanzia di Cristo, di autore anonimo. 

6. Particolare con gli affreschi della parete sud che raccoglie gli episodi della Passione.

(cit. fonti Viboldone)

 

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Parabola delle dieci vergini

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La Parabola delle dieci vergini è una raccontata da Matteo

Nella ‘Parabola delle dieci vergini’  Gesù racconta che a queste ragazze viene affidato il compito di assistere alle nozze. Ciascuna delle vergini porta con sé una lampada, ma solamente cinque portano anche una riserva di olio per la lampada. Siccome lo sposo tarda ad arrivare le vergini si assopiscono e le lampade vengono meno. Allora le cinque vergini stolte senza la riserva di olio chiedono alle cinque sagge dell’olio; ma queste rifiutano perché l’olio non venga a mancare alle une e alle altre ed invitano ad andare dai rivenditori. Mentre le stolte vanno a comprare l’olio arriva lo sposo e quindi entrano alla festa di nozze solamente le cinque vergini sagge. Le altre, irrimediabilmente in ritardo, restano escluse. Questa parabola rimanda agli usi nuziali dell’ antico Vicino Oriente dove si costruivano due cortei.

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